La Patria e l'Altra Storia • 31 December 2004

FOIBE: Ricordare la storia, ricordare Norma Cossetto (02/2001)

Ricordare la storia, ricordare Norma Cossetto

Probabilmente, questo nome alla maggior parte delle persone dirà poco o nulla, d'altra parte dopo 50 anni d'indottrinamento catto-comunista non potrebbe essere altrimenti. Il martirio di Norma Cossetto fa parte delle persecuzioni che patirono le popolazioni della Venezia-Giulia, Istria e Dalmazia. Questi italiani, sul finire del secondo conflitto Mondiale, subirono da parte dei comunisti italiani e slavi una feroce pulizia etnica. Questa tragedia che ancora oggi dovrebbe costituire un grave lutto per tutto il Popolo Italiano è stata per mezzo secolo volutamente mistificata e dimenticata. Infatti di tutto ciò non v'è alcuna traccia sui testi scolastici. I nostri ragazzi devono studiare su libri che spesso e volentieri presentano imprecisioni, omissioni e qualche volta anche delle falsità. I comunisti italiani, o come diavolo si fanno chiamare adesso, contano molto su questo tipo d'indottrinamento e sul fluire del tempo, proprio per far cadere questa tragedia ed altre tragedie come questa nel dimenticatoio. Ma veniamo alla vicenda personale di Norma Cossetto. Nacque nel 1920 in Istria a Visinada. Il padre, Giuseppe Cossetto aderì al fascismo per il suo programma d'italianità. Fu segretario politico e podestà di Visinada, commissario governativo delle casse rurali dell'Istria. Le terre della famiglia Cossetto erano lavorate a mezzadria da contadini che erano trattati più come familiari che da dipendenti. Norma ebbe una sorella di tre anni più giovane di lei, entrambe studiarono in collegio a Gorizia. Una volta superato l'esame di maturità con ottimi voti, s'iscrisse alla facoltà di Lettere all'Università di Padova. La ragazza era molto studiosa, socievole e generosa e tutto lasciava intravedere una brillante carriera Il 26 settembre 1943 i partigiani irruppero in casa Cosseto trovandovi la sola Norma. La ragazza venne arrestata e rinchiusa nella ex caserma dei Carabinieri di Visignano. Qualcuno che la conosceva la fece scappare, ma inutilmente. Subito riacciuffata venne condotta prima a Parenzo nella ex caserma della Guardia di Finanza e poi nella scuola di Antignana. In questo luogo Norma subì il martirio: legata nuda ad un tavolo fu violentata a turno da 17 aguzzini. Dopo che ebbero finito, le pugnalarono i seni, le conficcarono un paletto nella vagina e con i polsi legati con il filo di ferro, ancora agonizzante, venne gettata nella foiba di Villa Surani. Il padre venuto a sapere dell'arresto si recò subito a Santa Domenica. Là i partigiani lo rassicurarono sulla già avvenuta liberazione della figlia. La sera stessa Giuseppe Cossetto cadde vittima insieme ad un suo congiunto, Mario Bellini (invalido di guerra, sposato da un anno ed in attesa di un figlio) del solito vile agguato partigiano. Entrambi vennero "infoibati" a Castellier di Visinada. Dei 17 partigiani che torturarono Norma Cossetto, 6 furono arrestati ed obbligati a trascorrere l'ultima notte della loro vita nella camera ardente dove giaceva il corpo straziato dalle sevizie e dall'avanzato stato di putrefazione della giovane ragazza. La mattina seguente i 6 aguzzini furono fucilati. Il martirio di Norma Cossetto rappresenta l'esempio emblematico del caro prezzo pagato dai nostri connazionali Giuliani, Istriani e Dalmati al termine della seconda guerra mondiale. Nessuno ne prese le difese: l'Italia in quell'occasione perse in un sol colpo sovranità, stato e onore. I recenti fatti di pulizia etnica perpetrati dai serbi nei confronti degli albanesi nel Kosovo ripropongono pari pari la stessa strategia di allora: uccidere per indurre gli altri alla fuga ed impadronirsi delle loro cose al fine d'impedire in termini numerici l'autodeterminazione. I comunisti italiani, in quell'occasione, non solo si prestarono allo sporco gioco di Tito ma anzi si adoperarono affinché i profughi italiani venissero accolti ad Ancona, Bologna e Venezia alla stregua di criminali, padroni sfruttatori e rubagalline perché rei di aver abbandonato il "paradiso comunista jugoslavo".E' necessario che ai posteri venga tramandata la storia "vera" altrimenti vorrebbe dire trucidare una seconda volta tutti quegli italiani che alla stregua di Norma Corsetto subirono quella sorte.

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