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Da ormai diversi mesi il termine “antipolitica” è entrato nel vocabolario degli italiani, se ne fa un uso, o meglio, un abuso corrente. Si parla di antipolitica in TV, se ne parla nelle scuole, nelle università, per strada, al supermercato, dal parrucchiere, nei bar. L’antipolitica è un buon elemento di conversazione permette a ciascuno di dire la propria e di attribuire alla logorata e logorante classe politica ogni male dell’umanità. Piove, parlamentari ladri. Fin qui niente di nuovo.
In ricordo del nostro amico Stefano Staiano, deceduto in un incidente stradale il 9 novembre 2002
E’ stato giustamente rilevato che la strada può divenire anche luogo di estrema crudeltà in cui un soggetto qualsiasi può emettere una sentenza di condanna a morte, inappellabile ed immediatamente esecutiva a carico di un innocente.
Le sfide, le paure e le speranze del XXI secolo impongono delle riflessioni sulle grandi modificazioni in atto che coinvolgono l’essere umano nel suo complesso. Le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche entrano, ogni giorno, nel nostro quotidiano; i problemi legati all'uso dell'umano come materiale biologico e i criteri etici della ricerca diventano fonte di accese discussioni morali e politiche; la vita umana, dal suo concepimento fino alla sua fine, torna a essere il centro e il cuore del dibattito attuale.