Articoli e recensioni • 12 October 2009

I tempi cambiano. I giovani devono essere protagonisti non succubi del rinnovamento (10/2009)

I tempi cambiano. E chi non se ne accorge e vuole, intenzionalmente, voltare la testa verso un panorama ormai passato non può ambire a proclamarsi “portatore sano” di idee positive e innovative. È proprio la consapevolezza di dover stare al passo coi tempi che sta alla base della scelta di costituire la Giovane Italia, movimento giovanile di quel nuovo contenitore politico rappresentato dal Popolo della Libertà che intende palesarsi come punto di congiunzione tra passato e futuro, sintesi e sviluppo dei migliori spunti politici provenienti dalle esperienze diverse dei suoi componenti e che ha come scopo quello di essere innovatore e conservatore nello stesso tempo. La Giovane Italia intende tenere alti quei valori - patria, legalità, famiglia, meritocrazia - essenziali per l'uomo, perché li ha nel proprio DNA, e contemporaneamente è aperta a nuovi orizzonti che si intravedono nella società contemporanea. Anche il nome del neonato movimento giovanile rappresenta un sintesi di innovazione e tradizione: infatti, è scaturito a seguito di un breve sondaggio mediatico all’interno di internet, che ha visto la vittoria netta di una denominazione - ufficializzata dal proprio presidente e ministro della Gioventù, Giorgia Meloni in una conferenza – che richiama contemporaneamente la "Giovine Italia" mazziniana, con il sacrificio di quei "poeti - guerrieri" morti a soli vent'anni per un ideale, e l'omonima associazione studentesca vicina al Movimento Sociale Italiano, sorta all’inizi degli anni ’50 che ha visto giovani cadere nei moti per la liberazione di Trieste. Si tratta, quindi, di un soggetto politico che vanta eredità importanti e che seguendo un percorso formativo ed evolutivo lungo decenni – in cui ricordiamo l’impronta lasciata da Fronte della Gioventù, Azione Giovani insieme a Forza Italia Giovani, Azione Universitaria - ha oggi il compito di essere, come principio, faro per le generazioni future e di rappresentare, successivamente, un interlocutore privilegiato ed essenziale nella politica italiana odierna. Con il passare degli anni a causa dell’evoluzione della società e dei valori che questa trasmetteva, i modelli a cui i giovani si ispiravano hanno subito una profonda trasformazione, evolvendosi insieme a loro; da Julius Evola che redisse la carta delle gioventù, passando per Evita Peron, esempio ineccepibile di dedizione e di amore nei confronti del proprio popolo esasperato dalle lotte civili e da un crescente livello di disoccupazione, fino ad arrivare a Nicolas Sarkozy, fulcro della destra francese ed esportatore di un nuovo modo di intendere la politica sia nazionale che europea, con un piglio meritocratico contro l’egualitarismo eccessivo del ‘68. Da qui la volontà di costruire basi profonde su cui erigere i futuri valori. Nasce, dunque, una sfida da affrontare per iniziare un cammino importante, nel quale un’Italia compatta e guidata dalle nuove leve politiche sappia svolgere un ruolo principe nel coordinamento dell’equilibrio tra le altre nazioni, ergendosi a esempio di civiltà e maturità, per raggiungere il fine di un rinnovamento e miglioramento comune. Il nostro Paese deve essere teatro di un nuovo corso, palcoscenico di una nuova azione politica in cui giovani meritevoli e propositivi, “armati” di cultura, convertano i propri sforzi in azioni concrete e positive, diano forma ai propri sogni, vedano crescere con loro un’Italia oggi giovane e piena si speranze, domani matura e basata su certezze concrete. Una parte della politica proverà a ricondurre la Giovane Italia ad un prodotto ormai vecchio e privo di contenuti con lo scopo di screditare il lavoro che verrà portato avanti nel corso dei prossimi anni. Spetterà, pertanto, alla nuova classe dirigente farsi portavoce delle volontà e delle speranze dei propri coetanei. La nascita di questo nuovo contenitore è avvenuta ad un anno dal centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, nazione giovane, venuta da un eccellente periodo comunale che permise di non rimanere indietro con i tempi, all’interno di un’Europa che aveva già subìto profonde trasformazioni geopolitiche dovute a guerre civili non sempre condivisibili. Una forte partecipazione emotiva dei giovani alle celebrazioni dell’Unità italiana, potrà segnare positivamente e profondamente le coscienze di quei giovani che oggi stanno intraprendendo la nuova esperienza politica pidiellina consentendo loro di divenire portatori sani del senso della Patria e dando loro la possibilità di contribuire con rinnovate energie a costruire un futuro migliore per i giovani e per il Paese. Matteo Prugnoli e Francesco Onorato

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