Intervista a Paolo Di Canio (11/2005)
Si è svolta il 31 ottobre scorso, l?ormai annuale manifestazione ?Atleta dell?anno?, promossa dal CONI in collaborazione con l?ASI (Alleanza Sportiva Italiana) e la Regione Lazio. Più di trenta campioni nazionali che si sono distinti, ciascuno nella propria disciplina, nel corso della stagione sportiva conclusasi a giugno.
Tra questi c?era anche Paolo Di Canio, leader indiscusso della sponda laziale del Tevere, il quale ha ricevuto una targa celebrativa per essersi distinto come testimonial dei valori sportivi.
Il motivo è stato, ovviamente, la scelta dell?ultras del Quarticciolo di ridursi l?ingaggio di oltre 600.000 euro per tornare di nuovo ad indossare quella maglia che tutti i tifosi biancocelesti gli hanno tenuto da parte per quasi 15 anni.
Pochi minuti prima dell?inizio della manifestazione, siamo riusciti ad avvicinarlo e lui, disponibile come al solito, si è prestato alle nostre ?incalzanti domande??
Paolo, allora, ti aspettavi un giorno di diventare il portavoce dei valori universali dello sport?
Sicuramente no. Quando si è ragazzi si sognano tante cose che spesso ti sembrano irraggiungibili, ma quello che mi spingeva ad andare avanti era l?attaccamento alla maglia. Ovviamente quella della Lazio. Quando ho raggiunto questo obiettivo è stato qualcosa di meraviglioso, che tuttora mi motiva per andare avanti, nonostante la mia età non più giovanissima?
Oggi, il derby romano è compatibile con lo spirito di questa manifestazione?
Beh.. essendo romano di nascita e laziale di fede, il derby è sempre una battaglia sportiva da vivere, sul filo, però, del rispetto reciproco, ma anche condito dall?arte dello ?sfottò? che rappresenta il sale del derby stesso.
Di questo ne sai qualcosa?
Ne so molto perché ultimamente sembra che io sia diventato l?incubo dei romanisti. Ma io di questo sono più che contento, perché è sempre stato il mio sogno sin da bambino e gli insulti non fanno altro che caricarmi. Quando si segna al derby credo che sia giusto sbeffeggiare chi ti considera un ?vecchio? senza più niente da dare. Loro hanno goduto per parecchio tempo è giusto rifarsi di quattro anni di bocconi amari.
Cosa rispondi a chi ti considera solo un provocatore?
Purtroppo quando dall?altra parte si sventolano magliette rivolte verso la Curva Nord, il protagonista è definito come un ?guascone? e tutti applaudono la trovata simpatica. Credo che questo debba valere anche per noi? Sicuramente da altre parti il derby non è sentito come a Roma, ma non credo che questo sia un male.
E? quello che poi ci contraddistingue come romani?
Ma certo. Noi siamo tutti parte di una città meravigliosa. La goliardia e la sana rivalità che permane le nostre due sponde rimangono un qualcosa di unico che non può che renderci fieri.
Franz Battista








