Articoli e recensioni • 28 December 2005

La cocaina e i suoi mondi (12/2005)

C?è ancora qualcuno che si stupisce quando sente che qualche cosiddetto vip sia stato sorpreso o abbia addirittura rischiato la vita mentre faceva uso di cocaina. Queste persone si chiedono perché gente che, apparentemente, ha tutto ciò che si possa desiderare, mette a repentaglio il successo o la vita per la polvere bianca. Innanzitutto, bisogna considerare che dietro ai sorrisi di molti personaggi famosi, si cela un disagio che non è sempre percepibile. Infatti, i vari mondi di musica, spettacolo, sport, ma anche quelli dell?industria e del cinema sono ambienti crudeli, in cui un cedimento o un flop può mettere a rischio il proseguo della carriera, in cui non si accettano momenti di stanchezza, e dove bisogna essere sempre al massimo. E? naturale che ?il massimo? richiesto da tali ambienti non è sempre raggiungibile da tutti, e chi teme di restare indietro, chi sente l?odore del fallimento, o chi assaggia l?insuccesso, ricorre spesso ad artifici pericolosi, si rifugia in un mondo diverso, in questo caso in quello della cocaina. C?è anche, tuttavia, chi raggiunge l?apice, chi si sente importante, chi lo è realmente e allora si abbandona a notti brave e non solo notti, dove la cocaina funge quasi da compagna fedele di quel progetto di conquista totale intrapreso e che si vuole portare a termine. Si parlava prima dei vari mondi in cui la cocaina rappresenta un aiuto, un rifugio o un diversivo, senza menzionare però il mondo in cui questa droga è presente ed agisce come in nessun altro ambiente: il mondo normale. Il mondo di adolescenti già senza stimoli che affogano nella droga i dolori dell?età e le varie ?assenze?, il mondo di ragazzi in cerca di una perfezione richiesta da famiglia e società che non riescono a trovare con i propri mezzi, il mondo di persone adulte stressate, che non riescono più a stare a ruota neppure della normalità. E? vero: oggi se non sei brillante resti indietro, e sono pochi quelli che accettano di essere panchinari, di fare da spettatori mentre altri conquistano ?i mondi?. Ma ciò non serve a giustificare non l?uso ma l?abuso di una droga che non rappresenta un cambiamento, una sterzata, ma che è solo l?illusione di essa, che fa vedere le cose in modo diverso per qualche ora per poi far ricadere in un abisso diventato nel frattempo più profondo. La cocaina uccide, rovina famiglie, brucia ricchezze eppure è un fenomeno in continua ascesa. Non credo che il cruccio principale sia quello di individuare i vari traffici, che sono poi talmente tanti, da non esser mai del tutto scoperti. Forse il problema è che il mondo è spietato, che le emozioni latitano, che non basta più essere normali. Eppure i normali ci sono, la normalità esiste. Se fosse esibita e non nascosta, quasi fosse una vergogna, forse ci si accorgerebbe che non necessariamente bisogna essere i numeri uno, che sono continuamente mostrati, adulati, idolatrati, i numeri uno che quasi costringono gli altri ad essere come loro. Si dovrebbe far capire ai più che siamo differenti, e soprattutto che questa differenza non rappresenta una perdita, ma una conquista per chi sa coglierne i lati migliori. Maceroli Filippo

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