Articoli e recensioni • 30 May 2006

Giovanni Giolitti (03/2006)

Il più grande esponente del liberalismo nella storia politica italiana è senza dubbio Giovanni Giolitti. Nativo di Dronero, nel 1903 ha assunto la carica di Presidente del Consiglio ed è rimasto alla guida del nostro Stato sino al 1914, portando l?Italia fuori dalla crisi di fine ?800, e conducendola alle soglie del primo conflitto mondiale al livello degli altri Paesi europei. Gli fu consegnato un paese in cui scioperi, tumulti e rivolte erano all?ordine del giorno, Paese che aveva ancora nella mente il disastro di Adua, le repressioni di Bava Beccaris e le leggi ?eccezionali? del generale Pelloux. In occasione dei temuti scioperi generali, lo statista piemontese rifiutava le repressioni e li lasciava ?sfogare?: era questa la miglior cosa da fare, e al Governo spettava solo garantire l?ordine pubblico. Molteplici sono le riforme che possono essere ricollegate al nome di Giovanni Giolitti: dalle pensioni in favore dei vecchi lavoratori, alle costruzioni di case popolari, dalla legge che tutela il lavoro di donne e bambini fino a quella che garantisce il riposo festivo, nonché l?assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, il riordino della sanità pubblica e la costruzione del grande acquedotto pugliese. Non bisogna dimenticare, inoltre, il suffragio universale maschile, riforma innovativa per l?epoca, e che Giolitti si fece valere persino in politica estera; nel settembre del 1911 fu attaccata la Libia, e dal 5 ottobre di quell?anno il tricolore sventolava su Tripoli. L?abilità politica e il carisma di questo personaggio impressionano ancora oggi, e quel decennio di inizio ?900 è una grande espressione di liberalismo e di corretta gestione di uno Stato. Ritengo che le ?Destre? dei nostri tempi abbiano molto da imparare dal grande statista di Dronero, ma che anche tutto il panorama politico italiano debba vedere in Giolitti un maestro e un esempio. Marco D?addeo

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