La sinistra storica e DePetris
Le elezioni del novembre 1876 segnarono la sconfitta della ?Destra Storica? dei Menabrea e La Marmora con la conseguente ascesa di un nuovo movimento, dai tratti vaghi ed incerti, definito dagli storici: Sinistra Storica. Non era un partito nel senso moderno del termine, bensì uno schieramento con delle idee molto vaghe che si affacciò sul panorama politico italiano con a capo un uomo di grande spessore: il progressista, nonché ex-mazziniano, Agostino Depretis. Il programma della Sinistra segnò una svolta nella modernizzazione del nostro Paese, ma le riforme attuate, volte ad allargare il consenso popolare, segnarono un aumento del debito pubblico che era stato faticosamente azzerato dai governi precedenti. Da segnalare l?abolizione dell?imposta sul macinato, molto odiata dai contadini; la legge Coppino, che prevedeva l?istruzione elementare laica, gratuita ed obbligatoria; il decentramento amministrativo attuato attraverso l?elezione dei sindaci nei Comuni, nonché l?allargamento del suffragio (portato dal 2,2% al 6,9% della popolazione), anche se ne rimanevano esclusi, oltre a tutte le donne, gli analfabeti e i nullatenenti, ovvero la maggioranza assoluta dei cittadini italiani. Un grave errore fu compiuto da Depretis con la c.d. ?Tariffa Generale? con la quale prevedeva forti dazi per materie prime, derrate e merci d?importazione proteggendo sì dalla concorrenza straniera il settore industriale, ma con conseguenze gravi per il Mezzogiorno che vide annullarsi le proprie esportazioni di ortaggi, arance e zolfo. Nel 1881 la Francia occupò la Tunisia, oggetto delle mire italiane, e la tradizionale alleanza con i transalpini crollò. L?anno seguente Depretis, per evitare l?isolamento diplomatico stipulò con l?Austria e la Germania un trattato di reciproca assicurazione militare, ricordato come Triplice Alleanza. Le velleità italiane di espansione coloniale si fermarono in Etiopia nel 1887, quando deboli forze italiane furono attaccate e sconfitte dal contingente del negus d?Abissinia presso Dogali. Un disastro. L?imperialismo italiano assomigliava a quello che, più tardi, Lenin avrebbe sprezzantemente definito ?l?imperialismo degli straccioni?.
Marco D'Addeo








