Articoli e recensioni • 10 April 2007

Il bullismo: un fenomeno molto diffuso (04/2007)

Sembra che anche i mass media ed i governanti italiani ed europei si stiano finalmente accorgendo del “bullismo”, un fenomeno complesso che dilaga nel sistema scolastico da molto tempo (troppo). E così, alcuni gesti isolati, molti dei quali gravissimi, stanno ottenendo una vasta eco: la scorsa settimana, come si dice, “c’è scappato il morto”. Eppure il fenomeno è conosciuto da tutti coloro che hanno frequentato le scuole negli ultimi decenni. Il rapporto tra docenti ed alunni si è fortemente inclinato ed il rispetto verso l’adulto sembra, spesso, essere completamente svanito. Anche tra giovani vengono continuamente commessi atti che superano il limite della correttezza e che generano effetti dannosi a livello fisico o psicologico nelle persone che subiscono gli episodi di “bullismo”. Molti gesti vengono compiuti dai bulli per semplice emulazione, per la ricerca di notorietà, per un senso di affermazione o per esaltazione collettiva. Ma, d’altronde, cosa potevamo aspettarci da una società in cui molti (troppi) negano l’autorità in tutte le sue espressioni e la bollano come “fuori moda”? Questa società sta crescendo dei figli indisciplinati, anche perché molti genitori difendono le “ragazzate” dei propri pupilli e molti adulti danno il cattivo esempio (si pensi ai politici nostrani che rissano in Parlamento per ogni nonnulla). E molti hanno brindato dinanzi all’abolizione del voto in condotta (voluta da quegli stessi sessantottini della “fantasia al potere”) poi fortunatamente ripristinato. In un sistema che non riesce ad auto-regolarsi (quasi anarchico), i più duri ed aggressivi hanno la meglio ed il senso della trasgressione sembra prevalere sulla disciplina… Di fronte a tutto ciò bisogna recuperare il ruolo della scuola e della famiglia, ripristinando la loro centralità nella formazione e nell’educazione dei giovani: una “buona condotta” è alla base di ogni forma di convivenza. Per garantire nuovamente questo ruolo è necessario liberare la società da un falso mito, quello dell’uomo che può crescere e maturare attraverso le proprie semplice esperienze. È un mito che scaturisce da sballate ideologie politiche e da strampalate teorie scientifico-pedeagogiche: l’uomo è progredito grazie all’esistenza di guide che hanno trasmesso i valori ed il proprio sapere, accumulato nel corso della storia.

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