Turismo Procreativo (04/2007)
Sono rimasto molto colpito dalla lettura del titolo di un quotidiano, nel quale si afferma che risulta “triplicato il turismo procreativo”. Leggendo l’articolo mi sono soffermato a riflettere sui dati e sulle opinioni ivi espresse. La percentuale delle coppie degli aspiranti genitori, che è aumentato del 200%, è un dato che sorprende visto che sembriamo vivere in una società nella quale viene contestato continuamente il concetto di famiglia come unica sede naturale per la nascita di figli. Innanzitutto, spero che nel novero degli aspiranti genitori non siano comprese persone dello stesso sesso, single mascherati o forzature similari. Naturalmente, colui che ha scritto la notizia si è preoccupato di affermare che la prima causa dell’aumento del “turismo procreativo” va ricercata nell’approvazione della legge 40/2004 (santa legge!!) che avrebbe il demerito di aver imposto limitazioni alla procreazione assistita. Chiaramente, l’“opinionista” ha tralasciato il fatto che la procreazione medicalmente assistita è fonte di sofferenze fisiche e psicologiche, viste la scarsa percentuale di risultati positivi e le lunghe ed estenuanti cure che in molti casi hanno poco dello scientifico e nulla di naturale. La legge 40 può essere considerata una limitazione, ma è stata necessaria per superare il “far west” che c’era prima in assenza di regolamenti e per mettere ordine in una materia che interessa la società e la persona nel suo profilo personale ed etico. Ora la legislazione specifica esiste ed è sicuramente perfettibile. Pur rispettando il dolore di tutti coloro che naturalmente non riescono ad avere figli, però non è possibile consentire al progresso scientifico ed al legislatore di trasformare il dovere e le responsabilità derivanti dalla nascita di un figlio nel diritto di avere un figlio ad ogni costo (non solo economico…). Solo tenendo questo punto fermo sarà possibile costruire reali politiche bipartisan a difesa della famiglia tradizionale (e non di fatto), tra le quali annoverare il sostegno di una corretta ed eticamente accettabile modalità di condurre la ricerca scientifica sul superamento delle cause di sterilità femminile e maschile, lo snellimento delle pratiche legate all’affidamento dei minori.








