Articoli e recensioni • 28 June 2007

Veltroni scende in campo, anzi in passerella (06/2007)

L’argomento del giorno, discusso in tutti i bar della Penisola, è indubbiamente il discorso tenuto ieri a Torino da Walter Disney-Veltroni, il “nuovo che avanza”…. Certamente la sua eloquente arte oratoria, la sua imponente capacità mediatica e la lunga esperienza politica fanno dell’attuale Sindaco di Roma un maestro nella psicologia della persuasione, un politicante d’altri tempi fortemente attrattivo. Con le parole vuole accontentare tutti ma, alla fine, nei fatti, non soddisfa nessuno. Certamente la sede del grande evento spot è stata scelta per cercare di arruffianarsi il Nord produttivo, visti i deludenti risultati negativi alle politiche ed il pessimo responso delle più recenti elezioni amministrative. Insomma, oltre a candidare Veltorni a leader del nascituro Partito Democratico, il Centro-Sinistra sta cercando di acquisire consensi dove non sembra essere più in grado di raccoglierne. Intanto, ieri, Walter ha superato se stesso con un virtuosismo soliloquio da insuperabile cerchiobottista quale egli è, visto che dovrà costruire da zero un equilibrio impossibile tra un sinistra estrema antagonista e le aree moderate e tradizionaliste del Paese. Gli esempi più eclatanti riguardano la sua ipotesi di fare dell’Italia una sola Nazione orgogliosa di sé, rilanciando sul valore della Patria che è tradizionalmente collegato alla Destra: ma chi lo racconta a tutti i giovani autonomi che gridano nelle piazze “10 100 1000 Nassiriya” mentre sventolano le bandiere della pace? Se poi osserviamo che, molto cristianamente, citando Olof Palme, “la battaglia da sostenere non è contro la ricchezza ma contro la povertà”, qualcuno dovrà convincere Bertinotti & Compagni a cambiare i propri obiettivi, visto che la sinistra antagonista lotta da sempre per l’abrogazione della proprietà privata (roba da ricchi…). E per non rischiare di rimanere indietro rispetto alle strategie e alle valide scelte del nuovo leader francese Sarkozy (migliore espressione del nuovo vento di destra in Europa), Walter punta a superare il (suo) ’68, i sacri ed inviolabili tabù sanciti in quegli anni e gli ideali per cui ha a lungo lottato: e così, nel prossimo futuro, nell’ambito dell’istruzione scolastica ed universitaria si dovranno premiare i più meritevoli. Poi, come un filmine a ciel sereno, arriva l’importante richiamo alla sicurezza: il sindaco romano si spinge fino al punto di invocare una maggiore “presenza fisica” delle forze dell’ordine, che stride completamente con i ripetuti (ed anche recentissimi) attacchi alle “guardie infami” delle frange più dure dell’estrema sinistra, totalmente ignorate nel veltroniano libro dei sogni torinesi. Walter raggiunge l’apoteosi quando afferma che “anche i non credenti devono rispettare e tener di conto le opinioni di chi, mosso dalla fede, può portare alimento alla vita pubblica. Al tempo stesso, ognuno è tenuto a rispettare quel che la nostra Costituzione afferma e salvaguarda: la laicità dello Stato Repubblicano. Anche in Italia è giusto riconoscere i diritti delle persone che si amano e convivono”. Insomma, secondo lui, cattolici, laici, gay, lesbiche, bisex e trans troveranno tutti una casa comune ed accogliente nel “nuovo” Partito Democratico. Con buona pace di tutti. A Roma, ormai, siamo abituati a riconoscere le qualità mediatiche (solo quelle) del Sindaco, come a notare le fortissime contraddizioni di chi vuole portare avanti politiche sociali (magari favorendo le occupazioni a scopo abitativo da parte dei rossi) e contemporaneamente dialogare apertamente con i “palazzinari” e con la loro giungla di gru che è ben visibile dal Grande Raccordo Anulare: forse sarebbe stato meglio scegliere di introdurre il cosiddetto mutuo sociale. Nostro malgrado, conosciamo bene i disservizi della città di Roma, dove le strade sono sporche e piene di buche, il trasporto pubblico è scarso e continua a crescere il numero dei nomadi e la micro-criminalità, generando evidenti problemi di sicurezza. In fin dei conti Veltroni ci ha dato una brillante spiegazione sulla democrazia e sull’essere democratici, ovvero “come la più bella definizione di sé che un essere umano possa dare”, dimenticandosi - ormai rapito nella sua descrizione del “Paese delle Meraviglie” di disneyana memoria - di specificare che la stessa democrazia non è un patrimonio esclusivo di nessuna forza politica, come la storia ci ha tristemente insegnato. L’Italia non è il mondo dei sogni, né uno spettacolo teatrale od un lungometraggio cinematografico. È un luogo reale, che ha bisogno di scelte concrete e di svolte vere per garantire sviluppo economico, sociale e tecno-scientifico. Pur con tutta la forza degli effetti multimediali e mediatici, il buon Veltroni, che sarà sostenuto nella sua azione politica dal carrozzone della Sinistra estrema, difficilmente potrà raggiungere questo obiettivo.

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