"Avevamo apprezzato le parole del Ministro che si era mostrato disponibile a proseguire il percorso intrapreso dalla Gelmini, pur non avendo mai abbandonato i pregiudizi che ci portavano a dubitare sull'attenzione che un esponente della classe baronale poteva realmente rivolgere al bene degli studenti. Oggi ci troviamo, nostro malgrado, a dover dire che avevamo ragione e ci avevamo visto lungo".
"Non sarà questo però a fermare le nostre battaglie e la nostra voglia di cambiamento - prosegue il dirigente. Vogliamo l’introduzione del pareggio di bilancio in tutti gli atenei pubblici, vogliamo il conseguimento del decreto Gelmini e più fondi per l’Università e la ricerca. Dove sono tutti quei professori che in nome della cultura sono scesi in piazza a manifestare? Dove sono ora tutti quei ricercatori che invadevano le strade perché vedevano minacciato il proprio futuro? Profumo - conclude Volpi - ha tranquillizzato i Rettori garantendo maggiori entrate economiche accennando a un aumento delle tasse degli studenti, su questo saremo intransigenti. L’Università non ha bisogno di un oliatura o di una messa a punto, ha bisogno di continuare un processo di rivoluzione che mira all’affermazione del merito, della qualità e dell’efficienza".







