Dunque, avremmo l’ennesimo tentativo di lanciare un Polo “fotocopia” composto da alcuni degli ingredienti dell’ex Casa delle Libertà, che si sono ben sintetizzati in quello che è divenuto, nel frattempo, il più grande partito del Centro-Destra, il Popolo delle Libertà, con l’unica volontà reale di distinguersi da Berlusconi e dal “berlusconismo”. Insomma, si annuncia un ennesimo fallimento?
A dirla tutta, dopo la recente debacle di Fini & Co. sulla fiducia al Governo, piacerebbe a molti, verificarlo subito, convocando le elezioni politiche a marzo per comprendere se esiste veramente un consenso massiccio, da parte del popolo dei moderati, rispetto a questo utopistico “Terzo Polo”. Ma forse non servirà una tornata elettorale per far esplodere tutte le contraddizioni dovute a storie e linee politiche assai differenti legate fra loro solo dall’anti-belusconismo, perché i circa 100 parlamentari della nuova “opposizione responsabile” si confronteranno e si spaccheranno, ancor prima delle elezioni, sui temi da votare in Parlamento ed il catalizzatore svanirà, come neve al sole, di fronte ai provvedimenti su sviluppo economico, giustizia, sicurezza, università, ma soprattutto sulle riforme dello Stato. A meno che, sotto sotto, qualche volpone “terzo polista” non stia già provando ad entrare nella maggioranza governativa, vanificando le scelte di Fini & Co. ed annacquando il percorso “futurista”.
In questo contesto, ci spiace pensare a tutti quegli amici, soprattutto i parlamentari, che hanno scelto di passare all’opposizione di un Governo che porta avanti il programma da loro sottoscritto e votato dagli elettori nel 2008. Un Esecutivo che, con molti dei provvedimenti adottati, sta favorendo un cambiamento dello Stato e, soprattutto, la trasformazione in legge dei principi e dei valori per i quali molti hanno lottato per anni.
Ci spiace, ancor di più, perché se poteva sembrare, in qualche misura, comprensibile (ma non condivisibile) la scelta di entrare in quel nuovo movimento “futurista” che intendeva essere la “terza gamba del centrodestra” nel “perimetro del Governo”, allo stesso modo è totalmente irragionevole seguire un percorso, tracciato dalle ambizioni personali di alcuni soggetti, che sta trascinando quegli amici verso un Polo che potrà rappresentare solo marginalmente i valori della “destra nazionale”.
E, se di dovesse votare in primavera, il “Terzo Polo” potrà raggiungere un consenso massimo del 10-12%, potendo governare solo attraverso un accordo con la Sinistra. E allora come potranno, quegli amici, giustificare a loro stessi ed ai loro elettori la bontà delle scelte fatte e, soprattutto, nel prossimo “futuro”, la validità delle esternazioni di Fini, che sarà sempre meno visto come l’ex capo della destra italiana e sempre più come un radical-laicista-nazionalista, per le sue posizioni sulla gestione dell’immigrazione, della vita, della droga, del ’68. Insomma, in poco tempo, potremo già vedere la parabola discendente del “futurismo” e dei suoi falchi.
E se qualcuno vuol credere che Fini potrà rappresentare, con il suo naturale 2-3% dei voti del popolo italiano, gli ambiziosi principi di una destra moderna, europeista e riformista, beh, allora, buon viaggio, ma ricordiamoci tutti che i voti li dovrebbero ancora richiedere agli elettori della destra italiana...
Gian Luca Bianchi
Coordinatore di Generazione Protagonista Circoli della Giovane Italia e di Azione Universitaria








