Riforma Universitaria • 12 November 2004

Riforma 3+2: Parere sui Requisiti minimi per i Corsi di Studio (CNSU 01/2002)

Requisiti minimi di risorse per i corsi di studio universitari

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

ESPRIME ALL'UNANIMITA' AL SIG. MINISTRO IL SEGUENTE PARERE:
Il CNSU acquisisce con soddisfazione il documento del CNVSU 17\01 Requisiti minimi di risorse per i corsi di studio universitari. La definizione di questi (richiesta dall'art. 3 comma 3 del d.m. 115) è certamente un ulteriore passo avanti compiuto nel processo di riforma. Il Consiglio concorda con i principi ispiratori del documento 17/01; la definizione dei requisiti sarà utile a stimolare gli atenei in una definizione più precisa ed efficace della propria offerta formativa commisurandola sia al numero degli studenti iscritti, che alle risorse disponibili per sostenerla, e servirà al Ministero per attuare specifici interventi di incentivazione e disincentivazione . Il CNSU ritiene infatti che l'utilizzo di questo strumento - i requisiti minimi- possa essere di fondamentale aiuto sia agli atenei per una razionalizzazione dell'offerta formativa, sia agli studenti come forma di orientamento, che al momento dell'iscrizione ad un corso di laurea potranno sapere con chiarezza gli obiettivi che il corso si prefigge , la disponibilità di strutture didattiche adeguate ed il numero di docenti dedicati a questo corso. Si auspica dunque che la definizione dei requisiti minimi non sia in alcun modo letta o interpretata come un tentativo di porre vincoli che vadano in qualche modo a limitare o impedire l'autonomia delle singole università in termini di innovazione didattica e di libertà di offerta formativa come previsto dal d.m. 509. In un regime di autonomia infatti il CNSU crede che il ruolo delle Università sia quello di creare un'offerta formativa didattica qualificata ed innovativa, mentre quello del Ministero di controllo del rispetto di una applicazione corretta della riforma. Come infatti già più volte il Consiglio ha sottolineato, uno dei rischi insiti nell'applicazione della riforma in alcuni casi, ed in questo primo anno di attivazione se ne è potuto avere un riscontro concreto, è stato un proliferare di nuovi corsi di studio, e attivati dalle singole sedi universitarie con poca chiarezza sia sui mezzi disponibili per sostenere tale corso, sia sull'offerta formativa dichiarata , sia sulla possibilità di sbocco sul mondo del lavoro. Se in nessun modo va lesa l'autonomia degli atenei e la loro possibilità di innovazione della didattica , è giusto tutelare, tramite i requisiti minimi, gli studenti : sono moltissimi i corsi di nuova creazione che hanno un numero di studenti iscritti molto al disotto dei parametri fissati e possibilità di impiego vaghe. Il documento 17\01 è quindi di incentivo alle Università perché utilizzando tutti i loro organi di governo, con l'ausilio in particolare dei nuclei di valutazione dei singoli atenei, possano coniugare le spinte innovative ed i profili di eccellenza presenti sul territorio con garanzie di sostenibilità e fruibilità delle figure professionali create da parte del mondo del lavoro. Il CNSU ritiene infatti che vada evitato, soprattutto in questi primi passi che la riforma concretamente sta compiendo , la creazione di figure che non abbiano un chiaro profilo ; sarebbe infatti molto grave che uno studente scoprisse solo al termine del suo percorso triennale che il corso di laurea da lui scelto non abbia un concreto sbocco professionale. Il Consiglio non intende intervenire direttamente sui parametri proposti nel documento, anche se ritiene che i numeri proposti siano equilibrati e quindi condivisibili. Si sottolinea l'importanza che in questa fase di adeguamento ai parametri fissati dal CNVSU i nuclei di valutazione dei singoli atenei svolgano un effettivo ruolo di controllo garantendo il rispetto delle norme indicate nel documento 17\01. Si invita, inoltre, il CNVSU a porre particolare attenzione, soprattutto in questa fase di transizione, alle piccole università italiane che in qualche modo potrebbero essere penalizzate; va preservato infatti in ogni modo il valore qualitativo dei percorsi formativi esistenti anche se necessitano di adeguamenti per rientrare entro i parametri fissati. Il CNSU auspica inoltre che le forme di incentivazione possano essere sempre più precise e puntuali andando ad incidere realmente sul FFO. Infatti il Consiglio crede che, di pari passo con gli incentivi per la valutazione del sistema universitario, sia necessario incrementare il fondo previsto dal d.m. 115 per l'innovazione didattica prevedendo anche, a regime , che il rispetto dei requisiti minimi possa essere in modo ancora più decisivo un parametro per l'attribuzione del FFO.
Scarica il provvedimento del CNVSU

Info GP