
"Cari" Rettori:Tagliate gli sprechi (09/2003)
?Cari? Rettori,
voi siete la guida spirituale ed economica degli Atenei ai quali lo Stato Italiano ha riconosciuto un grande privilegio: lo status federalista di ?autonoma repubblica formativa?. Voi avete la orgogliosa possibilità di gestire il bilancio di un sistema complesso, disponendo di fondi per la didattica e la ricerca che provengono da finanziamenti dello Stato e dei privati e dalle tasse degli studenti. Ma il ?cattivo? Governo, per recuperare il grave stato di crisi del sistema universitario, sembra che abbia l?intenzione di abbattersi come un tornado sui vostri privilegi e sui pesanti danni causati dall?Autonomia, che voi ben conoscete: la proliferazione burocratica e di attività improduttive, la cattiva allocazione di risorse disponibili, un sistema di reclutamento dei docenti inefficiente, nonché la moltiplicazione delle cattedre e dei corsi di Laurea e la spartizione di spazi didattici sostenute da ?virtuose? interpretazioni del ?3 + 2?. E molto è dipeso dalle molteplici ed inutili cattedre nate con questa Riforma, preventivata a ?costo zero? dal Governo ulivista, che ha pesantemente gravato sulle casse degli Atenei e dello Stato e che ha causato una sostanziale trasformazione degli Atenei in ?diplomifici?.
Noi i dati li abbiamo analizzati e abbiamo scoperto che l?Università pubblica Italiana ha un costo troppo elevato rispetto ai servizi offerti: in media ogni studente costa allo Stato più di 6500 euro l?anno contro l?assai minor retta che pagano i giovani che si iscrivono in prestigiose Università private. Noi deduciamo che il collasso economico del sistema universitario non è nelle Leggi Finanziarie, ma è strutturale e risiede nel pessimo utilizzo delle risorse da voi gestite. Il regolare funzionamento delle università italiane è legato ad un adeguamento annuale del Fondo per il Finanziamento ordinario degli Atenei: ma circa il 90% dell'FFO viene speso in stipendi e circa il 60% dei fondi che mancavano nella predente finanziaria erano dovuti agli incrementi automatici degli stipendi dei docenti!! Idem per quest?anno? Se non vengono abbattuti gli sprechi, rammodernati i sistemi di reclutamento e tagliati gli aumenti stipendiali, tutti gli eventuali futuri stanziamenti del Governo perderanno di utilità e significato.
Per scongiurare il blocco delle attività didattiche e di ricerca e risanare i disastrati bilanci degli Atenei, voi intendete avere dallo Stato più fondi per la gestione e pretendete di mantenere lo ?status-quo?, perché temete il ritorno a ?pericolose logiche centralistiche?. Accettate allora la nostra proposta per gestire il bilancio degli Atenei adottando un??Autonomia Responsabile? verso il Popolo Italiano, verso gli studenti ed il corpo docente.
È urgente modernizzare l'Università, migliorare i servizi, aprire seriamente ai privati, razionalizzare e ottimizzare l?uso delle risorse e tagliare tutti gli sprechi, rendendo trasparenti tutte le decisioni assunte. Cominciate con il prendere coraggio e pretendete la cancellazione delle norme che regolano l?eccessivo adeguamento annuale automatico degli stipendi dei docenti, evitando di chiedere ogni anno allo Stato degli stanziamenti aggiuntivi.
Accettate di inserire il criterio di merito nell?assunzione e nella carriera dei docenti, ma anche in una quota dei loro stipendi: la retribuzione proporzionale a criteri di merito è una penalizzazione necessaria per i professori incapaci, impreparati, assenti a lezione e nelle ora di ricevimento ed è un importante incentivo per valorizzare il docente bravo, preparato e disponibile. La piaga dell'università italiana non è tanto nel rapporto numerico fra docenti e studenti, quanto nel rapporto fra qualità didattica e meccanismi di avanzamento nella carriera dei docenti.
Applicate adeguatamente il criterio dei ?requisiti minimi strutturali e qualitativi? per la attivazione e il funzionamento dei Corsi di Studio. È necessario terminare definitivamente il sistema di spartizione degli insegnamenti e l?eccessivo proliferare di cattedre ed inutili titoli, legando l'offerta formativa alle reali potenzialità delle Università e alle reali esigenze degli studenti e del mondo produttivo.
Costruiamo insieme migliori parametri di valutazione qualitativa e quantitativa dei risultati conseguiti dagli Atenei e definiamo nuovi criteri di assegnazione delle risorse con più moderni ed adeguati meccanismi di premi e sanzioni. Le stime non andranno più fatte semplicemente sul numero di laureati o sulla media finale da essi conseguita, ma anche sul tasso di abbandoni e sul numero di laureati occupati dopo almeno due anni dal conseguimento del titolo. Così, i fondi che lo Stato investirà nel sistema universitario saranno assegnati agli Atenei che più lo meritano, bloccando i fenomeni di finanza ?allegra? e superando l?attuale sistema di compromessi e tutele corporative attraverso forme di monitoraggio della programmazione di didattica, ricerca e assunzione del personale.
Noi vi proponiamo un patto per costruire un?Università Libera, Moderna, Efficiente, Meritocratica che, fedele alla propria missione originale, come disse Ortega Y Gasset ?torni ad essere ciò che fu nella sua ora migliore: motore della cultura europea? e dello sviluppo del Paese. La formazione delle giovani generazioni e la Ricerca sono investimenti per il futuro: siamo certi che il Governo darà spazio a tali settori attraverso una chiara politica di indirizzo sostenuta da un adeguato impegno economico per accrescere la competitività dei nostri Atenei.

Responsabili dell'iniziativa: Gian Luca Bianchi, Luciano Cavaliere, Giovanni Donzelli, Francesco Grillo, Andrea Volpi









