...LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE!!!
PER L'UNIVERSITA' LIBERA
MODERNA EFFICIENTE
CONTRO GLI SPRECHI
PER LA MERITOCRAZIA
MARTEDÌ 10 DICEMBRE 2002, ORE 12:02
Piero Tosi, presidente della Conferenza Rettori Università Italiane, annuncia le dimissioni di tutti i Rettori per protesta contro la Finanziaria.
Ecco il primo lancio di Agenzia:
UNIVERSITÀ, TUTTI I RETTORI RASSEGNANO DIMISSIONI
(AGI) - Roma, 10 dic. - I rettori di tutte le universita' hanno deciso di rimettere il loro mandato nelle mani del ministro dell'istruzione Letizia Moratti, perche', come spiega il presidente della CRUI (conferenza rettori universita' italiane) Piero Tosi, "senza interventi in finanziaria sia di carattere finanziario che normativo, non riteniamo di poter gestire l'universita' secondo i suoi obiettivi".
I Rettori per poter continuare a poter svolgere il loro lavoro, così come hanno fatto fino ad adesso, pretendono ulteriori "interventi in finanziaria".
In pratica chiedono un adeguamento del Fondo per il Finanziamento ordinario (FFO).
Per poter capire il perché di tanto clamore e di tanto interesse intorno ai fondi universitari, è sufficiente sfogliare alcuni dati per notare come l'Università per qualcuno sia un mercato di miliardi di euro (migliaia di miliardi di vecchie lire)
Vediamo di capire nel dettaglio le cifre della protesta:

Poche ore dopo la clamorosa protesta dei Rettori, mentre gli studenti dei Collettivi, dell'UDU e della Sinistra giovanile iniziano a mobilitarsi contro Berlusconi e la Finanziaria che "avrebbe distrutto l'università", il Governo per bocca di Tremonti annuncia di raccogliere alcuni emendamenti presentati da Alleanza Nazionale molti giorni prima dello show dei Rettori e di riuscire quindi a coprire con il FFO le esigenze espresse dalla CRUI (Conferenza Rettori Università Italiane).
FINANZIARIA: PER UNIVERSITÀ E RICERCA 460 MLN DA SIGARETTE
VALDITARA (AN) ANNUNCIA, AUMENTERÀ PREZZO TABACCO
(ANSA) - "Tremonti e il governo hanno accolto la nostra richiesta per maggiori fondi in favore dell'università e della ricerca scientifica". Lo dichiara il senatore Giuseppe Valditara, responsabile Scuola e Università di AN spiegando che si tratta di una cifra pari a 460 MLN di euro.
"Le soluzioni trovate - aggiunge Valditara - sono il frutto di una battaglia politica condotta con grande decisione al fine di dotare il sistema della Ricerca di fondi adeguati ed al fine di consentire il regolare funzionamento delle università italiane. Dopo un confronto durante il vertice di maggioranza di stasera in Senato tra i capigruppo ed il ministro Tremonti - aggiunge Valditara - il governo ha deciso di destinare circa 900 miliardi di vecchie lire all'università ed alla ricerca scientifica. Le somme deriveranno dal maggior gettito erariale che si ricaverà dall'aumento del prezzo delle sigarette (ANSA).
Mentre i Rettori, imbarazzati dalla prontezza del Governo, tacciono e mentre gli studenti di sinistra continuano per inerzia a protestare, Azione universitaria con questo documento vuole stimolare una riflessione che analizzi più approfonditamente il problema.
Le cifre dell'Università non sono solo quelle viste fino ad adesso!
Se al FFO aggiungiamo gli enti locali, il CNR, gli Enti pubblici, le tasse, i contribuiti, le donazioni, le entrate proprie... arriviamo, secondo i dati ISTAT del 2000 (www.istat.it), a
10.600.000.000 l'anno.
Se consideriamo che gli studenti universitari in Italia sono circa 1.673.000, viene facile fare la divisione e scoprire che
l'Università pubblica Italiana ha un costo pari a 6635 euro annuali a studente (poco meno di tredici milioni di vecchie lire).
Considerato che le più prestigiose Università private in Italia costano notevolmente meno, possiamo tranquillamente dedurre che il problema non è tanto nella Finanziaria 2002, quanto nell'Università Italiana e nel pessimo utilizzo delle risorse.
Il dramma dell'Università italiana è strutturale, non è causato da Berlusconi e non si risolve soltanto con i fondi aggiuntivi trovati grazie ad Alleanza Nazionale.
Diventa urgente modernizzare l'Università, tagliare tutti gli sprechi ed ottimizzare le risorse.
L'istituzione universitaria è afflitta da "la proliferazione burocratica e le attività improduttive? la moltiplicazione delle cattedre e la distribuzione dei privilegi" come ha scritto Iuri Maria Prado su Libero del 15 dicembre.
I baronati di sinistra si sono mobilitati in questi giorni non per difendere l'Università dai tagli del governo, ma per garantire che nessuno toccasse lo status-quo, per assicurarsi che nessuno volesse eliminare la mala-spesa e i loro privilegi.
Più del 90% dell'FFO viene speso in stipendi.
Ci chiediamo:
"Quanti di questi stipendi sono meritati veramente?"
Se vogliamo risanare i bilanci dei nostri atenei, dobbiamo iniziare a tagliare gli stipendi dei Professori incapaci o troppo spesso impreparati, dei docenti che spiegano poco e che non si fanno trovare all'orario di ricevimento.
AZIONE UNIVERSITARIA CHIEDE CHE LA RETRIBUZIONE DEI PROFESSORI E DEI RICERCATORI SIA PROPORZIONALE AL MERITO: un Professore bravo, preparato e disponibile deve essere anche gratificato economicamente.
La piaga dell'università italiana non è tanto nel rapporto numerico fra docenti e studenti, quanto nel rapporto fra qualità didattica e avanzamento di carriera dei docenti.
RIASSUMENDO:
1) Chi ancora oggi protesta contro la finanziaria che taglia i fondi per l'Università non è aggiornato: il Governo grazie ad AN ha stanziato altri 460 milioni di euro per il FFO arrivando a coprire la cifra ipotizzata dalla CRUI.
2) La Destra ha dimostrato la propria sensibilità molto prima che i Rettori si dimettessero. Gli emendamenti alla Finanziaria presentati da Valditara risalgono a settimane e settimane prima delle dimissioni del 10 dicembre.
3) L'università in Italia ha un costo troppo elevato rispetto ai servizi offerti.
4) Se non vengono eliminati gli sprechi, anche i nuovi stanziamenti perderanno di utilità e significato.
5) La maggior parte degli sprechi è concentrata negli stipendi: Azione Universitaria chiede che la retribuzione dei professori e dei ricercatori sia proporzionale al merito.
Azione Universitaria
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