
I profondi mutamenti sociali, avvenuti alle soglie del nuovo millennio, stanno incidendo fortemente sul fenomeno della diffusione delle sostanze stupefacenti tra i giovani. La nuova tendenza è assai preoccupante poiché è diminuita l?età media degli studenti che si avvicinano al mondo oscuro delle droghe, sempre più diffuse nelle scuole e negli Atenei. A ciò si aggiunge una modifica delle tipologie di sostanze consumate, con lo spopolare tra i giovani della cocaina e delle droghe sintetiche, che sostituiscono il celebre spinello con effetti devastanti sull?individuo, grazie anche a quella fatua convinzione che il singolo riesca ad evitare fenomeni di dipendenza. Gli studenti di oggi si trovano, dunque, nuove e temibili trappole da affrontare.
Sono proprio i giovani i veri soggetti deboli, poiché subiscono passivamente i fenomeni di disagio e di emarginazione sociale: divengono, così, per reazione, dei consumatori di prodotti illeciti, spinti come sono alla costante ricerca di nuove emozioni e di un piacere effimero, privo di qualsiasi consapevolezza. Con il tempo mutano le tipologie del disagio giovanile, che, però, è quasi sempre accompagnato dall?assenza della famiglia e delle istituzioni, in un contesto di ?chiusura? e di carenza del dialogo nel quale si affermano falsi e superficiali miti creati dal mondo dello spettacolo. Con il prevalere dell?egoismo e del senso di solitudine, i giovani accrescono il proprio isolamento, evitano ogni tentativo di comunicazione con la propria famiglia o con la società cui appartengono, perché, in fin dei conti, sentono di essere trascurati, abbandonati.
In parallelo, accanto al fenomeno di auto-emarginazione, si manifesta il pericoloso fenomeno dell?auto-affermazione, che, con sempre maggiore frequenza, possiamo osservare da quelle forti interazioni tra il cosiddetto mondo perbene e l?universo droga. Anche questo fenomeno è accompagnato da forti disequilibri psicologi nel giovane, che intende far emergere la propria figura, con una certa inquietudine, in una famiglia o in un contesto sociale altezzoso che apparentemente lo rigetta.
Due figure giovanili, in teoria antitetiche, che tendono all?auto-distruzione con quel forte senso di insicurezza che le caratterizza, perché non hanno una reale forza interiore per affrontare e risolvere i problemi che li circondano. Sono individui che scappano dalle responsabilità della vita e si rifugiano nel consumo di sostanze stupefacenti, divenendo tossicodipendenti.

Tra le motivazioni principali che spingono a questa fuga dalla realtà spicca quell?indifferenza propria di famiglie, scuola, università ed istituzioni, che fanno fronte in modo disattento alle proprie responsabilità educative e formative. La fuga rappresenta solo l?inizio di un processo iperbolico che porta inconsapevolmente all?auto-distruzione, con un crescendo di consumo di sostanze stupefacenti ed una richiesta di provare droghe sempre più forti, anche per reagire all?amplificarsi dell?emarginazione e dei disagi connessi all?abuso delle stesse droghe.
Nel recente passato, ancora si assisteva ad una progressiva ghettizzazione dei tossicodipendenti, nella vana speranza di isolare la diffusione del problema droga, non accorgendosi che cresceva, nel Paese, il numero dei consumatori di sostanze stupefacenti. Una scelta sbagliata che, ancor oggi, alcuni Stati assumono, relegando i propri cittadini più deboli in una clinica o in un carcere e fornendo loro della droga pur di evitarne la libera circolazione.
Molto più utili al benessere sociale e del tossicodipendente si sono dimostrate quelle strutture che tendono a recuperare il consumatore di stupefacenti, accompagnandolo lungo il cammino che conduce fuori dall?oscuro mondo che lo avvolge e reinserendolo, pian piano, nella società.
Quale, dunque, la strada da percorrere per sostenere la lotta alla droga? È necessario investire e lavorare molto per accrescere il livello culturale e di socialità dei giovani, per formare quelle competenze individuali utili nel mondo del lavoro e a sviluppare un progetto di vita, nonché per favorire forme di dialogo costruttivo, di scambio di opinioni con la famiglia, i docenti, le associazioni, le istituzioni: questo percorso può aiutare ad ?emarginare? l?universo della droga e ad evitare nuovi ingressi. Inoltre, deve proseguire l?ingente investimento sull?informazione dei rischi connessi all?uso delle sostanza stupefacenti: è un dovere etico per evitare che nuovi giovani accedano al consumo di droghe e per rendere i tossicodipendenti consapevoli del proprio disagio in modo che traccino una propria strada per uscire da un mondo effimero.
Se ne parla da tanto e tanto eppure non è mai abbastanza: le droghe vanno conosciute, affrontate e vinte.
Scarica la dispensa
Info GP