Valori Cultura e Sociale • 06 June 2005

Perché il 12-13 giugno non userò la mia scheda (06/2005)



La Legge 40/2004 afferma che ogni essere umano, dal momento del suo concepimento, fino alla sua morte naturale, ha diritto al rispetto. La vita umana è un valore che va difeso e tutelato sempre e comunque, a prescindere dall?età, dalle condizioni sociali, dallo stato di salute.
Evitando le sperimentazioni sugli embrioni in soprannumero, il bombardamento ormonale, la fecondazione eterologa in anonimato o attraverso l?utero in affitto, la Legge 40/2004 difende la vita umana, la salute della donna, gli interessi delle famiglie e dei bambini, consentendo di rimuovere impedimenti fisici alla maternità ed alla paternità, attraverso una tecnica non invasiva quale è la procreazione medicalmente assistita.
Ma questa tecnica, potrà essere adottata solo qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità e infertilità, nell?ottica di evitare i noti eccessi. Questo è un modo per incentivare l?adozione e la ricerca sulle cause delle sterilità, evitando clonazioni o qualsiasi abuso scientifico sull?individuo che possa costruire ibridi o chimere o consentire degenerazioni eugenetiche.
La Legge 40 non è contro la ricerca scientifica, ma ha posto un giusto limite etico allo scopo di evitare abusi sugli embrioni nell?ambito delle sperimentazioni chimiche, cosmetiche o farmaceutiche. D?altronde, le uniche terapie oggi esistenti, basate sulle cellule staminali, riguardano solo le cellule provenienti dagli adulti e dal cordone ombelicale, senza alcuna necessità di distruggere embrioni per ottenere nuove cure. Per giunta, negli esperimenti sugli animali, le cellule staminali estratte dall?embrione si sono rivelate tendenzialmente cancerogene.

IL CONFRONTO
PRIMA DELLA LEGGE 40/2004DOPO LA LEGGE 40/2004
La donna veniva sottoposta a bombardamento ormonale e produceva una grande quantità di ovuli, tutti fecondati. Gli embrioni ottenuti venivano congelati ed impiantati nella donna a più riprese. Gli embrioni avanzati venivano usati per sperimentazioni od eliminati Possono essere realizzati al massimo tre embrioni, senza mettere in pericolo la salute della donna e senza generare il soprannumero di embrioni
Era possibile clonare un uomo o modificarlo geneticamente, creando embrioni per effettuare ricerche chimiche, cosmetiche o farmaceutiche La ricerca scientifica è posta al servizio della vita umana e non può generare fenomeni di eugenetica, che si manifestano con la selezione embrioni
Era possibile produrre embrioni con ovuli e spermatozoi provenienti (in anonimato) da persone estranee alla coppia (fecondazione eterologa), generando ?orfani? dei propri genitori naturali e non consentendo di conoscere le malattie genetiche dei genitori naturali La produzione di embrioni può avvenire solo con gameti appartenenti alla coppia, garantendo al bambino genitori certi e conosciuti, nonchè il legame biologico con la propria famiglia. Altrimenti resta la valida strada dell?adozione
Era possibile procreare anche per donne anziane o condurre gravidanze per conto di altri (uteri in affitto) Consente la procreazione assistita solo a coppie adulte sposate o conviventi, di sesso diverso, entrambi in età potenzialmente fertile
?Non mi piace questo referendum al quale i mecenati del dottor Frankenstein voteranno per semplice partigianeria politica o miopia morale. Ossia senza ragionare con la propria testa, senza ascoltare la propria coscienza, magari senza conoscere il significato delle parole staminale-ovocita-blastocita-eterologo-clonazione, e certo senza chiedersi o capire che cosa v'è dietro l'offensiva per la libertà illimitata della ricerca scientifica.? ?Non mi piace, questo referendum perché a parte l'astuto ricatto con cui la cosiddetta clonazione terapeutica giustifica le sue nequizie cioè promette di guarire le malattie [...] a parte l'ovvio tornaconto di chi con quel ricatto si riempie le tasche [...] dietro questo referendum v'è un progetto anzi un proposito inaccettabile e terrificante. Il progetto di reinventare l'Uomo in laboratorio.? Non mi importerebbe se le staminali servissero a guarire il mio cancro anzi i miei cancri. Dio sa se amo vivere, se vorrei vivere più a lungo possibile. [...]ma a guarire i miei cancri iniettandomi la cellula d'un bambino mai nato mi parrebbe d'essere un cannibale. Una Medea che uccide i propri figli». O. Fallaci Dal Corriere della sera del 3/6/2005

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