Ateneo: tasse & servizi • 16 November 2004

TRASPARENZA: Riflessione studentesca sulle elezioni del Rettore (10/2000)

Roma, 15 ottobre 1999 Alla Comunità universitaria Oggetto: Riflessione studentesca dopo la seconda votazione per l'elezione del Rettore. Innanzitutto grazie di cuore, caro Rettore, per aver ancora una volta attaccato gli studenti, parlando di garanzie per esercitare “un voto libero, incondizionato e incondizionabile, per scongiurare quelle manipolazioni oggi ancora possibili”. Parole profondamente democratiche, proprie di chi si preoccupa di “assetto istituzionale” del nostro Ateneo. Con l’occasione ribadiamo di essere Rappresentanti degli studenti nella pienezza delle nostre funzioni, con la volontà e la capacità di realizzare una prospettiva di sviluppo. La nostra decisione è stata ponderata con la massima lealtà e chiarezza, al fine di garantire alla comunità universitaria un'amministrazione del patrimonio di qualità, omogenea e democratica per il prossimo triennio, che contribuisca al prestigio dell'Ateneo. La via del "cambiamento" passa tutt'altro che per posizioni di pura diffamazione. A proposito di democrazia: Finazzi Agrò ha approvato lo statuto permettendo agli studenti di votare per il Rettore, ed ora, constatato che non lo sostengono, vorrebbe togliere parte di questo diritto agli studenti nelle elezioni, magari con qualche artificiosa promessa volta a rosicchiare qualche voto nel personale tecnico-amministrativo. Ricordiamo che l'Universitas Scholarium fu costituita per formare gli individui all'arte del sapere, i discenti eleggevano il Rettore assistito dai “Consiglieri studenti” che vigilavano sul suo operato. Dunque, la scelta del Rettore viene effettuata in base alla capacità di amministrare un sistema di così molteplici interessi e peculiarità qual è un Ateneo, per cui gli studenti hanno l'obbligo morale di valutarne la qualità della gestione. Il corpo elettorale si è espresso per la seconda volta in quindici giorni. Dal responso delle urne si evince una situazione di sostanziale equilibrio, con un leggero scostamento a favore dell'uno o dell'altro candidato. Un'analisi oggettiva del voto permette di affermare che personale tecnico-amministrativo e studenti sono favorevoli ad un cambio alla guida dell'Ateneo, dimostrato dal palese risultato dello spoglio per i dipendenti, con dichiarazione di voto esplicita per questi ultimi. E' il sintomo di un malessere diffuso, di un profondo disagio che circonda coloro che l’Università la vivono tutti i giorni, che studiano, che lavorano per il funzionamento del complesso sistema. Il dato ha un valore non indifferente, perché per la prima volta siamo stati chiamati ad un giudizio e l'esito della nostra decisione è stato negativo per l'attuale Amministrazione. Ma perché avremmo dovuto sostenere Finazzi Agrò? Nel corso del suo mandato ha immobilizzato il piano di sviluppo: il processo di edificazione ha segnato il passo, nonostante i rilevanti fondi provenienti dal Ministero, il Policlinico è costruito a rilento (quante inaugurazioni mai viste), Ingegneria non è stata mai ultimata, di Lettere si è vista la “prima pietra” e molto movimento di terra. Gli studenti seguono i corsi in edifici forzatamente adibiti a sedi di Facoltà o prefabbricati, vi è carenza di aule studio; un ritardo nell’edificazione che viene doppiamente pagato dai discenti poiché le tasse e i contributi sono proporzionali agli alti fondi ministeriali. Ma vogliamo parlare dei progetti baroccheggianti, delle suntuose residenze per ventimila studenti, delle grandi opere previste nella zona limitrofa l’Ateneo ancora tutte da realizzare e che, forse, saranno pronte per il “grande Giubileo” del 3000 d.C.? Tutta propaganda di una lobby molta attenta alle esigenze di pochi, ma incapace di progettare e realizzare. Quante promesse fatte e non mantenute anche nei confronti di noi studenti: forse perché i “grandi elettori” di Finazzi Agrò, che non hanno buoni rapporti con il corpo studentesco, cercano di evitarne la collaborazione, anche se positiva, per Ateneo e Facoltà. Pensiamo a quando hanno cercato di bloccare l’aumento del numero di rappresentanti degli studenti nei vari Consigli, anche se lo impone la legge. Pensiamo anche ad una mancata risposta all’appello di milleduecento firme di discenti di Scienze ed Ingegneria, trovatisi a dover affrontare un rilevante numero di furti di auto e tentativi di rapina con armi da taglio nei parcheggi delle Facoltà: una mancata reazione, che deve, ancora oggi, essere energica e decisa. L’Amministrazione all’atto dell’insediamento sostituì, come lecito, la gestione di alcuni servizi, tra cui la vigilanza, la pulizia e la manutenzione. E’ sotto gli occhi di tutti che le nuove imprese introdotte da Finazzi Agrò non funzionano come le precedenti: per la sicurezza abbiamo già detto, gli operatori della manutenzione sono lenti nel rispondere alle necessità. E avete mai visto pulizia e sapone nei bagni? Ma anche il complesso del personale tecnico-amministrativo, con voto palese, ha dimostrato uno scollamento con chi gestisce attualmente l’Ateneo, forse per l’incapacità palese dei quadri dirigenti nominati nel corso di questo Triennio. Nel complesso, dunque, si può esprimere un giudizio negativo dell’attuale Amministrazione. Gli unici frutti positivi raccolti in questi anni a Tor Vergata sono l’affermazione della qualità degli insegnamenti impartiti e gli ottimi risultati conseguiti nella ricerca. Ma tali esiti sono dovuti alla finalizzazione di un progetto che partì agli albori dell’Università di Tor Vergata, grazie al grande impegno profuso da docenti e ricercatori dei Dipartimenti dell’Ateneo. Cosa vogliamo noi studenti? Superare il blocco imposto da molti all’innovazione con l’introduzione delle riforme nel più breve tempo possibile, per non perdere il treno che porta l’Università italiana in Europa. Costruire spazi autogestiti legalmente dagli studenti, per dar maggiore libertà d’iniziativa e collaborare attivamente ad una nuova impostazione della gestione dei servizi, che sia immediata nei confronti degli interlocutori diretti: gli studenti stessi. Dare spazio a progetti umili e realizzabili per la costituzione di un moderno Campus universitario: la formula di gestione dell’Ateneo e le infrastrutture esistenti non consentono di avvicinarsi a tale obiettivo. Accelerare, quindi, l’edificazione delle Facoltà mancanti e terminare il Policlinico, ma anche costruire una nuova residenza per i quasi mille studenti Fuorisede presenti nell’Ateneo, ed ancora, nuovi impianti sportivi docenti per studenti, professori e personale. Lo scopo finale è rendere l’Università degli Studi qualitativamente superiore alla media nella didattica e nella ricerca, ma anche nell’erogazione dei servizi alla Comunità universitaria: questo è il principio su cui vive il Campus, questo è un’iniziativa necessaria in un regime di concorrenza tra gli Atenei. Stefano Sarcina Staffa (Presidente di Azione Universitaria Tor Vergata)

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